Se i cocchieri di Napoli parlano come i vù cumprà

Un cocchiere di colore a Napoli

C’era una volta il cocchiere, l’antesignano del tassista moderno, a cui era affidato il trasporto pubblico. Un mestiere, quello del cocchiere, che si tramandava da padre a figlio fino a quasi scomparire con l’avvento delle automobili. Negli ultimi decenni, infatti, i cocchieri a Napoli resistevano solo grazie al turismo, ammaliando i visitatori della città con una passeggiata romantica tra le bellezze di Napoli, ed elencando proverbi e curiosità sulla città, un po’ come fanno i gondolieri a Venezia. Poi, però, con l’avvento del boom turistico degli ultimi anni, la situazione sembra essere sfuggita di mano, tanto che adesso, nell’unica carrozzella che incontriamo in piazza del Plebiscito, a guidare il cavallo non c’è più un napoletano ma un extracomunitario. “Capo, un giro 50 euro”, ci dice proprio con la stessa espressione dei vù cumprà sulle spiagge, tra l’altro mentre parla al telefono con qualcuno in un misto tra nigeriano e inglese. Ed ecco che il lato romantico della passeggiata col cocchio svanisce in un istante.

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Alessandro Migliaccio Giornalista e scrittore, autore di numerose inchieste nazionali sulla camorra, sugli sprechi di denaro pubblico, sulla corruzione, sulle truffe e sui disservizi in Italia. Ha lavorato dal 2005 al 2020 per “Le Iene” (Mediaset), affermandosi con una serie di servizi che hanno fatto scalpore tra cui quelli sulla compravendita di loculi nei cimiteri, sulla cosiddetta "terra dei fuochi" e sulla pedofilia nella Chiesa. Ha lavorato anche per “Piazza pulita” (La7), Il Tempo, Adnkronos, E-Polis, Napolipiù, Roma, Il Giornale di Napoli e Il Giornale di Sicilia. Ha scritto tre libri di inchiesta (“Paradossopoli – Napoli e l’arte di evadere le regole”, ed. Vertigo 2010, “Che s’addà fa’ pe’ murì – Affari e speculazioni sui morti a Napoli”, ed. Vertigo 2011 e “La crisi fa 90”, ed. Vertigo 2012) e un libro di poesie (“Le vie della vita”, ed. Ferraro 1999). Ha ricevuto una targa dall'Unione Cronisti Italiani come riconoscimento per il suo impegno costante e coraggioso come giornalista di inchiesta. Ha ricevuto anche il Premio L'Arcobaleno napoletano dedicato alle eccellenze della città partenopea. È stato vittima di un'aggressione fisica da parte del comandante della Polizia Municipale di Napoli nel 2008 in seguito ad un suo articolo di inchiesta ed è riuscito a registrare con una microcamera nascosta l'accaduto e a denunciarlo alle autorità devolvendo poi in beneficenza all'ospedale pediatrico Santobono di Napoli la somma ricevuta come risarcimento del danno subito. Nel 2017 ha fondato e diretto per alcuni anni Vomero Magazine, nel 2019 ha fondato il quotidiano Napoli, di cui è stato direttore per 4 anni. Attualmente, oltre agli articoli per Napoli Oggi, lavora anche per Napoli Today dove pubblica inchieste e approfondimenti sulla città ed inoltre collabora con la trasmissione Striscia la Notizie oltre che con le riviste Oggi e Giallo.

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