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Non maltrattate Napoli

Ancora una volta, la città di Napoli viene ferita da un’opera che, purtroppo, sembra concentrarsi solo sugli aspetti più oscuri e negativi, ignorando la sua ricchezza di storia, cultura e bellezza, riconosciuta in tutto il mondo.
Non si può negare che esistano problemi, ma ridurre Napoli a come viene rappresentata da un signore sul quale nutro dubbi perfino sulla capacità di scrittura, è un’offesa alla sua identità e un danno incalcolabile alla sua immagine.
Storie di malaffare e violenza rischiano di creare un’immagine distorta e parziale della realtà. Il problema si aggrava quando questi modelli negativi vengono emulati dai ragazzi, che vedono nei criminali figure di potere e successo, arrivando a costituire baby gang e a compiere rapine e altro.
I ragazzini girano con in tasca non più le figurine dei calciatori, ma con le pistole per poter fare a gara a chi ha il modello più bello.
È ora di dire basta a questa narrazione unidimensionale di Napoli.
Non possiamo permettere che la città venga rappresentata solo attraverso stereotipi negativi, alimentando un circolo vizioso di emulazione criminale. Che quel signore scriva altri romanzi, con altri contenuti: siamo stanchi!
Chiediamo che Napoli e il suo sindaco (nella foto in basso, ndr) si costituiscano parte civile in eventuali azioni legali contro chi non riuscirebbe neppure a scrivere una lettera su Pinocchio, ma contribuisce a diffondere un’immagine distorta e dannosa della città.
Io voglio Napoli: imponente e forte come il Vesuvio, colorata come le mille voci e colori dei vicoli, profumata come l’oro giallo dei limoni, azzurra come il mare che la separa e unisce al resto del mondo. Voglio Napoli che incanta e vive di Cultura.

IL SORRISO DI NAPOLI

Ho chiuso per un attimo gli occhi
e dal cielo ho osservato la terra dei sogni:
Napoli!
Cosa non ho visto?
Ho visto tante luci, tanti uomini, tante donne sognare e cantare.
Il sole, la luna, le stelle tutto e tutti abbracciati al mare,
ricco di piccole onde simili a note musicali
che accarezzavano Ischia, Capri, Procida.
Mentre il Vesuvio, seppur minaccioso,
dall’alto osservava ed ascoltava il canto dei suoi figli amanti del sole.
Napoli:
un luogo dove anche il dolore diventa melodia.
Un canto per chi, pallido in viso, si nutre di veleni e poco Paradiso.
Napoli:
chi ti guarda e t’ama, vive,
chi ti guarda e ti disprezza, muore
perché non apprezza i sogni e la bellezza che muove la vita.

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Francesco Terrone, nato a Mercato San Severino (SA); si è laureato in ingegneria meccanica presso l’Università Federico II di Napoli; gli sono state conferite diverse lauree honoris causa sia per quanto riguarda l’aspetto poetico/letterario sia relative al campo lavorativo. Fondatore della società Sidelmed Spa; fondatore e Presidente della Fondazione Francesco Terrone di Ripacandida e Ginestra, è stato nominato Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Rif. Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana Anno 162°-Numero 94 del 20 Aprile 2021). È socio onorario della Pontificia Academia Mariana Internationalis (PAMI-via Merulana, Roma), ed è membro della Commissione Mariologica Musulmana Internazionale (CMMI) dedicata allo sviluppo del dialogo mariano musulmano-cristiano. Il consiglio Direttivo dell’Associazione della Stampa Estera in Italia l’ha ammesso alla stessa quale socio accreditato per attività giornalistiche; è socio di The Italian Insider, giornale italo-inglese con sede a Roma, con cui collabora come editorialista. Scrive articoli anche per Assadakah, Associazione Italo-Araba con sede a Roma, fondata dal giornalista internazionale Talal Khrais. È editorialista del giornale “Roma” con sede a Napoli, fondato nel 1862. È opinionista presso la trasmissione in onda su Telelombardia “Detto da voi” condotta da Caterina Collovati. Si dedica al dialogo interreligioso e interculturale in Italia e all’estero, in particolare nell’area mediterranea. Trascorre la sua vita dedicandosi al lavoro, ma da più di 30 anni si interessa con passione all’attività poetica dichiarando che: “La poesia non è un hobby, ma la mia ragione di vita. È un magma che sento ribollire in fondo all’anima senza il quale non saprei vivere. Con le parole cerco di arrivare laddove non riesco con i numeri”. È autore di numerosissime poesie e sono più di 100 le raccolte poetiche pubblicate di grande valore, alcune delle quali sono diventate rappresentazioni sacre e sono state incise su CD. Le sue liriche sono state tradotte in 20 lingue. Questo ha permesso che il suo nome potesse varcare i confini nazionali. Si è imposto, infatti, non solo alla critica nazionale ma anche a quella mondiale ricevendo numerosi premi e riconoscimenti, tra cui la Columbia University di New York, essendo, le sue opere poetiche, di spiccata sensibilità e capaci di sfiorare le corde più profonde dell’animo umano emozionando attraverso temi che toccano l’amore, la società, la religione. In tale ambito ha scritto, infatti, le sue Meditazioni alla Via Crucis, a Le sette parole di Maria, a I sette doni dello Spirito Santo, le Meditazione a Le ultime sette parole di Gesù sulla Croce; è in progetto la stesura delle Meditazione a la Via Lucis e una raccolta poetica dedicata a Maria. Partecipa a trasmissioni televisive e radiofoniche, a seminari universitari e workshop; articoli che lo riguardano compaiono su riviste nazionali e internazionali. Attraverso la poesia Francesco Terrone riesce a diffondere la cultura italiana creando ponti in tutto il mondo.

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